mercoledì 9 aprile 2008
lunedì 7 aprile 2008
Recensione Next
Finalmente cinema! Sono andato a vedere Next e mi è piaciuto molto. Leggendo le critiche dei quotidiani mi rendo conto di essere uno dei pochi (forse l’unico) a considerare valida la recitazione di Nicolas Cage. Ai suoi detrattori vorrei ricordare solo due titoli: Via da Las Vegas e Al di là della vita. Chiudo subito la disquisizione sulle doti attoriali di Cage; resta il fatto che molta critica italiana è troppo ferma sulle proprie posizioni e legata a stereotipi negativi caratterizzati principalmente da ingiustificati pregiudizi.
Comunque questo film merita di essere visto anche da chi non apprezzasse particolarmente gli attori (oltre al già citato Nicolas Cage, si distinguono una sopravvalutata Jessica Biel e una brava Julienne Moore). Deve essere visto da chi ama le tematiche classiche della fantascienza come la preveggenza e, in un certo senso, il viaggio nel tempo e da chi ama in generale film d’avventura e di tensione mai banali e scontati.
L’autore di riferimento (Philip K.Dick) è una garanzia di forza narrativa e concettuale; le tematiche che affronta (e che abbiamo visto al cinema per esempio con Blade Runner e Minority Report) pongono lo spettatore di fronte a questioni etiche e morali fondamentali per l’umanità che toccano da vicino le nostre coscienze.
La regia di Lee Tamahori è lineare e piuttosto neutra, concede un po’ troppo allo spettacolo nelle scene più tipicamente hollywoodiane ( una su tutte la cadute lungo un pendìo di una quantità spropositata di oggetti enormi come vagoni, auto, alberi…), ma tutto sommato non influisce negativamente su una trama così solida e ben congeniata.
Non voglio in questo caso svelare la trama perché credo che sarebbe davvero inopportuno; il film è da vedere anche per i colpi di scena che regala dall’inizio alla fine.
Ultima segnalazione: piccola parte per il “mitico” tenente Colombo, al secolo Peter Falk. I suoi 81 anni si vedono tutti, ma quello sguardo unico e il suo sorriso beffardo lo rendono ancora estremamente simpatico.
Comunque questo film merita di essere visto anche da chi non apprezzasse particolarmente gli attori (oltre al già citato Nicolas Cage, si distinguono una sopravvalutata Jessica Biel e una brava Julienne Moore). Deve essere visto da chi ama le tematiche classiche della fantascienza come la preveggenza e, in un certo senso, il viaggio nel tempo e da chi ama in generale film d’avventura e di tensione mai banali e scontati.
L’autore di riferimento (Philip K.Dick) è una garanzia di forza narrativa e concettuale; le tematiche che affronta (e che abbiamo visto al cinema per esempio con Blade Runner e Minority Report) pongono lo spettatore di fronte a questioni etiche e morali fondamentali per l’umanità che toccano da vicino le nostre coscienze.
La regia di Lee Tamahori è lineare e piuttosto neutra, concede un po’ troppo allo spettacolo nelle scene più tipicamente hollywoodiane ( una su tutte la cadute lungo un pendìo di una quantità spropositata di oggetti enormi come vagoni, auto, alberi…), ma tutto sommato non influisce negativamente su una trama così solida e ben congeniata.
Non voglio in questo caso svelare la trama perché credo che sarebbe davvero inopportuno; il film è da vedere anche per i colpi di scena che regala dall’inizio alla fine.
Ultima segnalazione: piccola parte per il “mitico” tenente Colombo, al secolo Peter Falk. I suoi 81 anni si vedono tutti, ma quello sguardo unico e il suo sorriso beffardo lo rendono ancora estremamente simpatico.
lunedì 31 marzo 2008
Recensione Ogni cosa è illuminata
Ciao a tutti! Come avrete visto il tempo per andare al cinema è poco, e ancora meno quello per scrivere articoli. Tuttavia ho deciso di non chiudere questo blog e di provare a dare un po' più di continuità ai miei post. In quest'occasione vorrei parlare di un film che ho visto in dvd durante il week-end; il titolo è "Ogni cosa è illuminata".
Dopo poche scene credevo di trovarmi di fronte ad un film noioso e poco interessante; mi sbagliavo. Dal momento in cui il protagonista parte per la sua ricerca il film decolla, non tanto nel ritmo quanto nell'interesse che suscita. Tra gli aspetti migliori del film ci sono:
i dialoghi dell'impossibile (causa lingue diverse) tra Safran e Alex, che nascondono tra le righe grandi verità;
la rappresentazione divertente, ironica, ma profonda, delle difficoltà nei rapporti tra popoli culturalmente diversi;
la comunicazione negata, difficile, quasi impossibile tra Alex e suo nonno
il rapporto tra i due ragazzi che, pur così diversi, imparano a conoscersi e a volersi bene
Ovviamente cito per ultima, ma non per importanza, la bravura del regista e degli sceneggiatori nell'affrontare il tema della Shoah, dei pregiudizi razziali e dell'antisemitismo in un modo così leggero e divertente, ma allo stesso tempo così profondo.
La trama (da Wikipedia): il giovane Jonathan Safran Foer (Elijah Wood) è un ebreo nato e vissuto negli Stati Uniti, di origine Ucraina. Essendo un "collezionista di ricordi di famiglia", decide di fare un viaggio in Ucraina per trovare il piccolo e sperduto villaggio, Trachimbrod, in cui visse suo nonno. Nel suo viaggio si affiderà a una guida locale (interpretato da Boris Leskin) e a suo nipote Alex (Eugene Hutz), suo coetaneo, che con il suo strano inglese, lo aiuterà seriamente nella sua rigida ricerca.
Dopo poche scene credevo di trovarmi di fronte ad un film noioso e poco interessante; mi sbagliavo. Dal momento in cui il protagonista parte per la sua ricerca il film decolla, non tanto nel ritmo quanto nell'interesse che suscita. Tra gli aspetti migliori del film ci sono:
i dialoghi dell'impossibile (causa lingue diverse) tra Safran e Alex, che nascondono tra le righe grandi verità;
la rappresentazione divertente, ironica, ma profonda, delle difficoltà nei rapporti tra popoli culturalmente diversi;
la comunicazione negata, difficile, quasi impossibile tra Alex e suo nonno
il rapporto tra i due ragazzi che, pur così diversi, imparano a conoscersi e a volersi bene
Ovviamente cito per ultima, ma non per importanza, la bravura del regista e degli sceneggiatori nell'affrontare il tema della Shoah, dei pregiudizi razziali e dell'antisemitismo in un modo così leggero e divertente, ma allo stesso tempo così profondo.
La trama (da Wikipedia): il giovane Jonathan Safran Foer (Elijah Wood) è un ebreo nato e vissuto negli Stati Uniti, di origine Ucraina. Essendo un "collezionista di ricordi di famiglia", decide di fare un viaggio in Ucraina per trovare il piccolo e sperduto villaggio, Trachimbrod, in cui visse suo nonno. Nel suo viaggio si affiderà a una guida locale (interpretato da Boris Leskin) e a suo nipote Alex (Eugene Hutz), suo coetaneo, che con il suo strano inglese, lo aiuterà seriamente nella sua rigida ricerca.
giovedì 3 gennaio 2008
Recensione L'amore ai tempi del colera
Primo film del 2008 e prima delusione. Premetto di non aver letto il romanzo da cui il film è tratto e quindi non posso fare confronti tra le due versioni della stessa storia. Dal punto di vista strettamente cinematografico il film sembra non essere riuscito nei suoi intenti. Non è un film storico, infatti gli aspetto storici della Colombia di fine '800 vengono solo sfiorati in modo superficiale. Dovrebbe essere un film drammatico, ma troppi sono i momenti di imbarazzante comicità che travalica gli elementi di necessario umorismo ed assume le sembianze del grottesco. Per non parlare del trucco, davvero impressionante nella sua inadeguatezza: Giovanna Mezzogiorno è una settantenne con le mani e il collo di una trentenne, Javier Bardem è già vecchio quando lei si sposa (presumibilmente 40enne).
Dunque la prima recensione dell'anno equivale ad una bocciatura; speriamo non sia un brutto segno per i film a venire.
Dunque la prima recensione dell'anno equivale ad una bocciatura; speriamo non sia un brutto segno per i film a venire.
sabato 8 dicembre 2007
Pubblicità progresso
Ecco a voi il mio secondo cortometraggio. Uno spot, una pubblicità progresso contro l'anoressia e i disturbi legati al cibo. Questo video della durata di 1'23" è stato realizzato da me e dalla mia fidanzata Annalisa Sivieri che l'ha utilizzato durante la discussione della tesi di laurea in Scienze Gastronomiche intitolata "Il cibo declinato alla follia".
Quindi non mi resta che augurarvi buona visione; cliccando sul titolo del post accederete direttamente alla pagina youtube.
p.s.: Annalisa ha preso 110 e il video è stato apprezzato dai presenti (professori e studenti) che l'hanno omaggiato con una buona dose di applausi.
Quindi non mi resta che augurarvi buona visione; cliccando sul titolo del post accederete direttamente alla pagina youtube.
p.s.: Annalisa ha preso 110 e il video è stato apprezzato dai presenti (professori e studenti) che l'hanno omaggiato con una buona dose di applausi.
giovedì 11 ottobre 2007
Il mio primo cortometraggio
Ho pubblicato su youtube il mio primo cortometraggio intitolato "The good, the bad and their music". Il corto dura circa 8 minuti ed è stato realizzato come prova finale del corso di filmaking della New York Film Academy.
Cliccando sul titolo di questo post accederete direttamente alla pagina di youtube.
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martedì 9 ottobre 2007
Recensione Mr.Brooks
Mi sono avvicinato a questo film con molto scetticismo. La mia teoria che da i tempi di Balla coi Lupi Kevin Kostner non ne azzeccasse più una non mi permetteva di essere fiducioso a proposito di questo Mr. Brooks; la presenza di un’attrice come Demi Moore, più nota per i suoi passaggi dal chirurgo estetico che per le sue doti attoriali poi aveva contribuito a creare nel mio subconscio un’immagine negativa di questo film.
Invece mi devo ricredere. Sia chiaro, Mr.Brooks non è un capolavoro e nemmeno raggiungerà la cima del box office. Però è un thriller ben fatto e ben recitato. Il mix tra suspense, splatter e dramma è riuscito piuttosto bene. I due attori principali mi hanno sorpreso e Kostner si è rivelato all’altezza di questo ruolo da serial killer schizofrenico e dalla doppia personalità che uccide per puro piacere psico-fisico, ma che razionalmente non vorrebbe farlo e che, dopo ogni omicidio si vuole convincere che sia l’ultimo. La vera rivelazione del film, se si può parlare di rivelazione per un attore della sua caratura, è rappresentata da William Hurt, nel film alter ego omicida del protagonista. Questo personaggio induce Kostner ad uccidere, ma in un certo senso è un personaggio che appartiene a tutti noi, è la parte cattiva, autodistruttiva ed edonistica che ognuno di noi ha al proprio interno, quella voce che ci sussurra all’orecchio di fregarcene della dieta appena iniziata per assaporare un dolce squisito, la voce che ci fa ignorare la scritta “il fumo uccide”, la voce che ci fa correre parecchi rischi, ma che innegabilmente ci fa provare alcuni piaceri della vita. Ovvio, se questa voce ci dice di uccidere, forse è consigliabile una visita dallo psichiatra...
Un film di Bruce A. Evans. Con Kevin Costner, Dane Cook, Demi Moore, William Hurt, Marg Helgenberger, Danielle Panabaker, Ruben Santiago-Hudson. Genere Drammatico, colore 120 minuti. - Produzione USA 2007
VOTO: +++
LEGENDA:
+++++ Capolavoro
++++ Ottimo film, da vedere!
+++ Buon film, ma aspettate il dvd
++ Scarso
+ Inutile e dannoso, evitatelo!!!
Invece mi devo ricredere. Sia chiaro, Mr.Brooks non è un capolavoro e nemmeno raggiungerà la cima del box office. Però è un thriller ben fatto e ben recitato. Il mix tra suspense, splatter e dramma è riuscito piuttosto bene. I due attori principali mi hanno sorpreso e Kostner si è rivelato all’altezza di questo ruolo da serial killer schizofrenico e dalla doppia personalità che uccide per puro piacere psico-fisico, ma che razionalmente non vorrebbe farlo e che, dopo ogni omicidio si vuole convincere che sia l’ultimo. La vera rivelazione del film, se si può parlare di rivelazione per un attore della sua caratura, è rappresentata da William Hurt, nel film alter ego omicida del protagonista. Questo personaggio induce Kostner ad uccidere, ma in un certo senso è un personaggio che appartiene a tutti noi, è la parte cattiva, autodistruttiva ed edonistica che ognuno di noi ha al proprio interno, quella voce che ci sussurra all’orecchio di fregarcene della dieta appena iniziata per assaporare un dolce squisito, la voce che ci fa ignorare la scritta “il fumo uccide”, la voce che ci fa correre parecchi rischi, ma che innegabilmente ci fa provare alcuni piaceri della vita. Ovvio, se questa voce ci dice di uccidere, forse è consigliabile una visita dallo psichiatra...
Un film di Bruce A. Evans. Con Kevin Costner, Dane Cook, Demi Moore, William Hurt, Marg Helgenberger, Danielle Panabaker, Ruben Santiago-Hudson. Genere Drammatico, colore 120 minuti. - Produzione USA 2007
VOTO: +++
LEGENDA:
+++++ Capolavoro
++++ Ottimo film, da vedere!
+++ Buon film, ma aspettate il dvd
++ Scarso
+ Inutile e dannoso, evitatelo!!!
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